La Cementir ex Sacci di Macerata licenzia 71 lavoratori i sindacati sperano nella bonifica ma non organizzano la lotta contro il padrone Caltagirone

Redazione operai contro, Redazione, molti dei vostri articoli pubblicati riguardanti licenziamenti o lotte di operai per cercare di impedire la chiusura delle fabbriche evidenziano in maniera chiara che se gli operai non resistono contro i padroni in modo indipendente nella maggior parte dei casi le fabbriche chiudono per sempre e gli operai finiscono in mobilità. Redazione, avete ragione a sostenere che lasciando la conduzione delle lotte in mano ai sindacati e alle istituzioni l’obiettivo dei padroni per licenziare e chiudere le fabbriche viene raggiunto rapidamente e senza grossi problemi. Redazione Vi invio un articolo da “Il Resto del Carlino” […]

Redazione operai contro,

Redazione, molti dei vostri articoli pubblicati riguardanti licenziamenti o lotte di operai per cercare di impedire la chiusura delle fabbriche evidenziano in maniera chiara che se gli operai non resistono contro i padroni in modo indipendente nella maggior parte dei casi le fabbriche chiudono per sempre e gli operai finiscono in mobilità.

Redazione, avete ragione a sostenere che lasciando la conduzione delle lotte in mano ai sindacati e alle istituzioni l’obiettivo dei padroni per licenziare e chiudere le fabbriche viene raggiunto rapidamente e senza grossi problemi.

Redazione Vi invio un articolo da “Il Resto del Carlino” che rispecchia come i sindacati di categoria dinanzi alla determinazione del padrone Caltagirone di licenziare a tutti i costi tutti i dipendenti del cementificio ex Sacci che aveva da poco rilevato, non solo non organizzano un occupazione della fabbrica per resistere e impedirne lo smantellamento, ma pretendono che la Regione mantenga l’impegno per le bonifiche.

Saluti operai

Castelraimondo (Macerata), 26 settembre 2016 – Niente da fare per i 71 lavoratori dell’ex cementificio Sacci di Castelraimondo. Non è arrivato l’atteso accordo per evitare il licenziamento da parte della Cementir Sacci. Lo fanno sapere i sindacati attraverso una nota, dopo l’incontro tenutosi questa mattina a Palazzo Raffaello di Ancona, tra Regione, responsabile del personale e sindacati di categoria.

«L’ azienda non ha ascoltato nessuna richiesta per salvare il lavoro e la produttività del cementificio – affermano con rabbia e delusione Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil –. Avevamo proposto di prorogare di ulteriori 15 giorni il confronto sulla procedura di mobilità in scadenza a fine mese per continuare un confronto costruttivo; la Regione avrebbe garantito risorse per finanziare altri tre mesi di cassa con l’obiettivo di traghettare l’azienda fino all’eventuale ripresa della produzione. Ora l’indisponibilità dell’azienda porterà dal 3 ottobre ai primi licenziamenti».

Domani i sindacati informeranno, in assemblea i lavoratori. In tanti anni di sindacato non avevamo mai visto un mancato accordo di questa natura. I sindacati ora – riporta la nota – si aspettano che la Regione mantenga l’impegno di far bonificare, dalla Cementir Sacci del Gruppo Caltagirone, lo stabilimento di Castelraimondo.

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